R.I.C.C.O. – Rafforzamento dell’Industria Culturale e Creativa con l’Open Innovation
La sfida
I territori transfrontalieri del Mediterraneo condividono una straordinaria ricchezza culturale e creativa, spesso però non adeguatamente valorizzata come leva economica. RICCO nasce per trasformare questo potenziale in un vero motore di sviluppo imprenditoriale, rigenerazione urbana e coesione sociale, puntando sull’intersezione tra cultura, innovazione e turismo.
Il partenariato
Un consorzio articolato e prestigioso, composto da 8 partner pubblici italiani e francesi, tra cui Province, Comuni, Camere di Commercio e agenzie per l’innovazione. Una macchina complessa, che richiede competenze di gestione elevate e visione sistemica per garantire coerenza, efficacia e impatto.
Le difficoltà da affrontare
Con un budget vicino ai 2 milioni di euro e una molteplicità di attori coinvolti, RICCO è un progetto altamente sfidante, tanto sul piano organizzativo quanto su quello strategico. La sua implementazione richiede la capacità di coordinare azioni in cinque regioni, armonizzare approcci culturali differenti e tenere insieme visioni locali con obiettivi comuni.
Il mio ruolo
Come project manager del capofila, ho la responsabilità cruciale di tenere salde le redini del progetto: dal coordinamento tecnico e finanziario alla guida del partenariato, dalla pianificazione strategica alla supervisione degli output. Una sfida che mette in gioco non solo capacità organizzative, ma anche leadership, visione e spirito diplomatico.
I risultati attesi
RICCO darà vita a una Strategia transfrontaliera condivisa, a Creative Labs e Creative Hubs operativi nei territori, a voucher per imprese culturali e creative, e a azioni pilota di rigenerazione urbana e turismo creativo. Il tutto accompagnato da festival, manifesti e forum capaci di stimolare dialogo e partecipazione.
Cosa vogliamo imparare
Vogliamo dimostrare che la creatività non è solo bellezza, ma anche impresa, identità e sostenibilità. Che l’innovazione, se radicata nei territori e nelle persone, può trasformare il patrimonio culturale in una risorsa concreta per il futuro. E che la cooperazione, se ben guidata, è la chiave per superare i limiti geografici, istituzionali e mentali.
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