EJOB – Excellence Job on Board
La sfida
In un Mediterraneo che ospita il cuore della nautica mondiale, il progetto EJOB ha puntato a formare nuove figure professionali di bordo – chef, steward, macchinisti – capaci di competere sul piano internazionale. Il contesto? Una filiera in espansione, ma con una sottorappresentanza di profili italiani e francesi, ancora dominata da equipaggi anglosassoni.
Il partenariato
Tre partner chiave: Provincia di Lucca (capofila), Fondazione ISYL e Lycée Paul Augier di Nizza. Un’alleanza tra enti pubblici e istituti di formazione d’eccellenza, per un’azione congiunta sull’occupabilità giovanile nei mestieri del mare.
Le difficoltà superate
La pandemia ha annullato la mobilità fisica degli studenti, imponendo una riprogrammazione completa. Insieme ai partner, abbiamo definito un “piano di riconversione” approvato dall’Autorità di Gestione, trasformando gli scambi in percorsi formativi digitali strutturati e in un modello didattico innovativo basato sulla DAD transfrontaliera.
I risultati della cooperazione
Sono stati sviluppati 8 moduli formativi bilingue, incentrati su competenze tecniche, linguistiche e relazionali per il lavoro a bordo. Il programma ha incluso anche laboratori con chef e steward professionisti, simulazioni di colloqui, CV in formato marittimo e la partecipazione al Forum per l’impiego di Antibes.
Cosa abbiamo imparato
EJOB ha dimostrato che l’integrazione tra formazione e industria nautica è la chiave per formare professionisti pronti a salire a bordo. Per ISYL, e per me che ne ho curato l’intera progettazione e implementazione operativa, è stata l’occasione di costruire un ponte solido tra scuole, imprese e territori, capace di superare anche le onde più alte.